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  • Immagine del redattoreCasa delle Agriculture Tullia e Gino

La Notte Verde chiama: raccolta fondi per sostenere la tredicesima edizione

Perché una raccolta fondi? E perché per un evento come la Notte Verde? 


Per dodici anni, nel suo percorso di coerenza e di ostinazione, la Notte Verde ha portato dietro di sé e con sé una narrazione di Sud diversa, nuova, visionaria anche, rivoluzionaria, forse. Sul finire di ogni agosto, ha portato al centro di Castiglione d’Otranto, piccolo paese della provincia di Lecce, temi che spesso sono lasciati nelle ultimissime scartoffie dei tavoli della politica, relegati a discussioni solo di alcuni, con poca o pochissima considerazione e preoccupazione per le sorti dei molti. Ma non per chi, come quel gruppo da cui è poi nata l’Associazione Casa delle Agriculture “Tullia e Gino” prima e l’omonima cooperativa agricola dopo, ha creduto che ogni luogo possa essere il centro del mondo, come scriveva il capo della tribù indigena Lakota- Sioux, Alce Nero. E che proprio Castiglione e quella sua unica Piazza della Libertà potessero diventare megafono da cui far risuonare la voce di tanti, o addirittura un parlamento. I suoi scranni – rigorosamente in paglia – su cui si sono seduti insieme e hanno dialogato contadini e scienziati, artisti provenienti da tutto il mondo e giornalisti, politici e cuochi, scrittori e cooperanti, cittadine e cittadini, sono diventati un luogo d’eccellenza di discussione e di confronto, con proposte, soluzioni per il Sud e i Sud del mondo, per la terra, per la pace, per l’ambiente. 

Agriculture, Utopie e Comunità: sono le tre parole che hanno sottolineato il percorso fatto finora, i temi su cui quotidianamente ci siamo interrogati per farle coesistere, per dare loro il giusto valore, per farci portavoce della richiesta di maggiori diritti per tutte e tutti. Per le donne e per gli uomini, per i bambini, per le persone con disabilità, per i paesi e le loro comunità sul baratro dello spopolamento e delle guerre, per la nostra terra sempre più desertificata e avvelenata, per ogni essere vivente. 

Non sono solo parole, piuttosto un impegno, lungo anche più di dodici anni. Fondato sul rifiuto di un sistema capitalistico che scarica le sue storture su chi è meno forte e più esposto e sui territori da cui estrae ricchezza per portarla altrove, a beneficio di pochi e nelle tasche solo di alcuni, alimentando squilibri ambientali e sociali di portata epocale. A nutrire questo impegno sono stati anni di studio collettivo, di ricerca, di approfondimento, mai chiusi dentro lo spazio ristretto del proprio operato, mai adeguandosi a scelte imposte dalla convenienza. Contaminarsi con gli altri e allargare lo sguardo sono parole d’ordine per noi. Ci troverete sempre dalla stessa parte: quella degli esclusi, degli emarginati. Non parole datate, retaggi del Novecento. Ma urgenze vere, impellenti, che la Notte Verde ha saputo rileggere e interpretare in questo tempo nuovo, legandole allo sfruttamento della terra e delle risorse naturali e all’oppressione di molti popoli. Non problemi di altri, insomma. Ma problemi di tutti. Pertanto, capaci di incidere negativamente sulle vite di ognuno. A qualunque latitudine, la nostra compresa.

Ecco perché l’autorevolezza della Notte Verde è cresciuta così tanto negli anni, alimentata dalla fiducia e dall’aspettativa che sempre più persone hanno riposto in Casa delle Agriculture e retta da una dedizione squisitamente volontaria e gratuita di molti attivisti di ogni età. Ed ecco perché la Notte Verde non è semplicemente uno dei tanti eventi dell’estate salentina, ma il manifesto di una postura diversa nello stare al mondo.

Multilivello e importante l’impatto sociale generato nel tempo: oltre a riportare al centro tematiche di valenza assoluta, la Notte Verde ha trasferito la sua luce su piccolissime aziende, contadine e contadini, apicoltori, artigiani, a cui è stato chiesto soltanto un contributo simbolico di pochi euro; ha reso protagoniste - gratuitamente - associazioni, organizzazioni, ONG; ha dato valore agli artisti e ai tecnici, retribuendo il loro lavoro con immediatezza e correttezza, contrariamente a quanto spesso accade nel settore culturale.  Non si quantifica, invece, l’economia locale che la festa è stata in grado di ravvivare, dai b&b ai piccoli negozi di vicinato, dai locali esistenti al mercato immobiliare, perché la Notte Verde è diventata, nel frattempo, anche un marchio etico potente, trasferito con generosità ad un intero territorio. 

Quest’anno, però, rischiamo di dover interrompere il percorso, perché non abbiamo le sufficienti risorse economiche per supportare i costi, ormai molto alti, della Notte Verde.

Finora è stato possibile realizzarla grazie all’impegno gratuito di tutti gli attivisti; grazie ai progetti - al momento conclusi - portati avanti tutto l’anno da Casa delle Agriculture con la partecipazione ad avvisi pubblici; grazie al contributo riconosciuto dalle (poche) istituzioni che ci sono state accanto, Comune di Andrano e Parco regionale Costa Otranto-S.M.di Leuca; grazie al sostegno della comunità locale, a cui non si può chiedere di più.

Pur calcolando, dunque, l’altissimo capitale umano apportato dalle nostre volontarie e volontari e da ogni persona che, ogni anno, ha contribuito alla realizzazione della Notte Verde, non riusciremmo a organizzare e portare a conclusione la festa, i cui costi raggiungono i 25mila euro, come da rendiconto economico degli ultimi anni. Non vogliamo accontentarci di un’edizione minore: significherebbe arretrare nella qualità apportata, significherebbe abdicare a quanto, con fatica e sacrificio, abbiamo costruito. 

E su un punto vogliamo essere chiari, come sempre: avremmo potuto piegarci a sponsorizzazioni e contributi che pure tentano e hanno tentato puntualmente di inquinare la nostra azione, cedere a lusinghe di ogni genere pur di realizzare questa tredicesima edizione. Ma, come detto, la Notte Verde non è un evento tra i tanti, una festa da poter fare con qualunque compromesso. E, allora, piuttosto che non farla, vogliamo tentare e osare l’impossibile: costruire, insieme a voi, questa Notte Verde

È per questo che siamo qui, per chiedere con umiltà il vostro appoggio e il vostro contributo. Immaginiamo un’edizione dedicata a “Terra e Pace”, una sorta di grande conferenza internazionale su questo tema così nevralgico, ora più che mai. Per chiedere a più viva voce riscatto e dignità, per la terra che ci ospita, per l’umanità al collasso. Per il popolo palestinese sottoposto ad un genocidio, e per ogni popolo in conflitto nel mondo, che subisce continue e ripetute violazioni dei propri diritti, da quello ucraino a quello curdo, dalle genti del Kurdistan, fino all’Eritrea, al Sudan, al Myanmar. Per la terra, per il clima, per ogni essere vivente, incluse piante e animali, che subiscono soprusi e torture di ogni genere a cui non possiamo abituarci e per cui non possiamo più chiudere gli occhi e fare finta che tutto intorno a noi non trabocchi di veleno. Lo facciamo da questo piccolo centro del mondo, perché in fondo aveva ragione Alce Nero, che dal suo cavallo e dall’alto di un colle solitario guardava il globo da un’altra prospettiva e si interrogava su come dare senso e valore alle sue gesta: qualunque luogo può essere il centro del mondo.  

Entriamo in giuoco, allora. Noi con voi e con chiunque senta suo questo sogno collettivo.

Abbiamo necessità di raggiungere la cifra di almeno 20mila euro. Si può contribuire entro il 15 giugno in questi modi: 

  • donazione anonima a mezzo salvadanaio o sottoscrizione nominale presso il Mulino di Comunità a Castiglione d’Otranto (orari di apertura: lun-ven h 8-13, 15-18; sab h 8-13);

  • donazione su conto corrente intestato ad “Associazione volontariato Casa delle Agriculture Tullia e Gino”, causale: donazione Notte Verde - IBAN: IT02P0306909606100000165412 (si chiede di inviare propri dati al 348/5649772 o ad ass.casadelleagriculture@gmail.com ai fini del rilascio della ricevuta).

Daremo conto della campagna di raccolta fondi con la nostra consueta trasparenza.

“Ma nei sentieri non si torna indietro/ Altre ali fuggiranno dalle paglie della cova/perché lungo il perire dei tempi,/l’alba è nuova, è nuova” (Rocco Scotellaro).



Grazie a tutte e tutti.




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