• Casa delle Agriculture Tullia e Gino

"IO SONO UN FILO D'ERBA": GIORNATA MONDIALE PER LA CONSAPEVOLEZZA SULL'AUTISMO

“IO SONO UN FILO D’ERBA”

Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

MARATONA ONLINE DEL 2 APRILE 2021

SULLA PAGINA FB CASA DELLE AGRICULTURE TULLIA E GINO


«TROPPA INDIFFERENZA SULL’AUTISMO, FAMIGLIE SOLE DURANTE LA PANDEMIA. L’INCLUSIONE È VALORE ESSENZIALE DELLE COMUNITÀ RURALI».


Esperienze in prima persona, racconti, teatro, dibattiti, musica: per chi tutto l’anno è impegnato sul fronte dell’inclusione sociale, il 2 aprile non può passare inosservato.

Per la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, la rete di realtà formata dall’associazione e dalla cooperativa agricola Casa delle Agriculture, da Swim-Liberi di Nuotare e coop.soc. L’Adelfia ha ideato la maratona onlineIo sono un filo d’erba”, con eventi che per tutta la giornata si alterneranno sulla pagina Facebook di Casa delle Agriculture Tullia e Gino. Il titolo è tratto da una poesia di Rocco Scotellaro, che attraverso i laboratori creativi di L’Adelfia Lab è stata trasformata in murales nel Parco Renata Fonte a Castiglione d’Otranto, paese in cui il tema dell’inclusione sociale è declinato tutto l’anno attraverso le pratiche legate alla terra.


I ragazzi della Cooperativa Sociale L'Adelfia/ Notte Verde 19

Il programma della maratona online

Si parte già alle ore 9 sulla pagina Fb di Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con "Abbattiamo il muro dell'indifferenza": il video, a cura del Centro diurno socio educativo e riabilitativo Scarpenuove che ha sede a Castiglione, dà voce ad adolescenti e a giovani adulti con disturbo dello spettro autistico, che così affermano il loro esserci e voler esserci in prima persona. Dalle 11, poi, saranno pubblicati tre racconti reali curati da “Casa delle Agriculture Giovani”, il gruppo degli under20 dell’associazione, veri e propri esercizi di immedesimazione nella vita degli altri dal titolo "Io ti presto i miei occhi, tu mi presti la voce" (sono disponibili anche su Spotify. Per riceverli su WhatsApp basta scrivere al 348/5649772). Alle ore 16, spazio al Kamishibai, il teatro di carta per grandi e piccini, con "La storia di una mela cotogna che si faceva a metà", liberamente ispirata ad un racconto (vero) contenuto nel libro “Unicamente umani. Un modo diverso di vedere l’autismo” e riadattata per l’occasione.

Alle 17.30, in diretta streaming sulla stessa pagina Facebook, si terrà la tavola rotonda "L'autismo ai tempi della pandemia". Discuteranno del tema Chiara Sanghez De Luna, mamma e terapista; Maria Assunta Rizzo, terapista occupazionale esperta in integrazione sensoriale; Serena Alemanni, dirigente dell’Istituto comprensivo di Andrano; Rosario e Salvatore Surano, Swim Liberi di Nuotare; Tania Leone, membro dell’associazione “Un futuro per l'autismo” (Catania) che porta avanti il progetto “Siblings”, laboratorio sperimentale per i fratelli dei ragazzi autistici.

A chiudere la Giornata, alle ore 20, sarà "Musica senza parole", intervento musicale in diretta streaming del talentuoso Francesco Marra, 8 anni, una promessa della musica. Figlio d'arte (il padre, Antonio Marra, è il batterista storico della Notte della Taranta e di Carmen Consoli), cresciuto a pane e rock, amante dei Pink Floyd, suona il pianoforte e la batteria dall'età di 4 anni. Ha iniziato il suo percorso musicale presso le Officine Musicali di Salve con il maestro Giovanni Marzo e da pochi mesi ha intrapreso lo studio della musica classica presso l'Associazione Opera Prima (diretta da Vincenzo Rana e Maria Pina Solazzo) con il maestro Stefania Argentieri. Di recente, ha vinto il primo premio di categoria nell'European Piano Competition organizzato da A.gi.mus. di Francavilla Fontana, col patrocinio del Miur, del Mibact e della Pro Loco di Francavilla.


L’autismo e la pandemia: ancora più solitudine e difficoltà, serve più impegno

«Per personale esperienza – racconta Chiara Sanghez De Luna, nella sua doppia veste di mamma e terapista – la pandemia ha messo a dura prova le famiglie con un figlio autistico. Dall'oggi al domani sono dovute cambiare abitudini, si è dovuto ridimensionare la libertà, ridurre le valvole di sfogo. Non è e non sarà facile riuscire a recuperare le vittorie ottenute fino a prima del Covid, ma con il giusto supporto ce la faremo». «Le persone con autismo – prosegue Maria Assunta Rizzo, terapista occupazionale esperta in integrazione sensoriale – hanno affrontato questo anno con molte difficoltà e con grande spirito di adattamento, ognuno di loro con le proprie capacità e competenze. Tutto questo, se supportato dalla famiglia e/o da persone care, diventa un percorso che viene vissuto non in maniera individuale ma condividendo le emozioni ad esso correlate».

«È stato un anno duro e pieno di cambiamenti, restrizioni, aggiustamenti. Noi – rimarcano Rosario e Salvatore Surano, responsabili di Swim Liberi di Nuotare e di L’Adelfia Lab – lo abbiamo vissuto assieme ai nostri ragazzi, che sono stati privati della loro libertà e quotidianità, ma hanno compreso quanto fosse importante fare prevenzione e, alla fine, hanno ripreso a frequentare i centri diurni e a vivere quella routine che li fa sentire tranquilli e orientati, intravedendo il proprio orizzonte. Anche al mare non è stato facile – sottolineano da psicomotricisti del primo lido su scogliera accessibile, in marina di Andrano - però siamo riusciti a far sentire tutti liberi. Siamo consapevoli che ogni piccolo sforzo porta ad un bene comune».


Lab L'Adelfia

«Nell’eredità che, nel bene e nel male, ci sta lasciando questa pandemia – concludono da Casa delle Agriculture Tullia e Gino – non può non esserci un maggiore impegno sul fronte dell’inclusione sociale. Per noi ogni giorno è il 2 aprile eppure ancora non basta a scardinare pregiudizi, indifferenza e incomprensione. Lo sforzo dovrà essere quello di adottare linguaggi diversi per veicolare approcci nuovi dappertutto e non solo tra le famiglie interessate e gli addetti ai lavori. Se i numeri ci dicono che ormai un bambino su 70 ha diagnosi di autismo, vuol dire che ognuno di noi ne conosce almeno uno. Allora, abilitiamo le comunità, rendiamole all’altezza delle persone con autismo, con rispetto e senza pietismo».

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