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Bretella CIS: "l'altra strada" per salvare il Boschetto e ridurre gli impatti

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Osservazioni Casa delle Agriculture Tullia e Gino
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Casa delle Agriculture "Tullia e Gino" ODV, in quanto portatrice di interessi diffusi, ha depositato presso il Comune di Andrano le osservazioni riportate (è possibile scaricare il file completo) in merito al progetto definitivo del cd "Progetto di viabilità perimetrale e di raccordo tra la SS275 e la Marina di Andrano attraverso la realizzazione di due bretelle di collegamento previste dal Prg Vigente.

Con questo lavoro di studio, ricerca e analisi, Casa delle Agriculture esprime preoccupazione circa l’impatto e le conseguenze ambientali dell’opera infrastrutturale in oggetto, disaminando le alternative. La proposta è maturata in seguito ad apposite assemblee e incontri organizzati con gli associati e frutto anche di un costante ascolto dei cittadini di Castiglione, che tiene in debito conto la diffusa percezione, nella comunità locale, dell’utilità sì di un asse viario che liberi il centro storico dal flusso di auto e mezzi pesanti, ma di un asse che riduca notevolmente gli impatti su suolo, ambiente e paesaggio rispetto a quelli dell’arteria progettata. Quest’ultima, infatti, è senza dubbio sovradimensionata rispetto alle reali esigenze di un piccolo centro abitato di poco più di mille abitanti e alle prese con evidenti problemi di spopolamento, che hanno già comportato negli anni seri problemi di depauperamento di servizi essenziali e che ancora non vede alcuna politica pubblica integrata volta a dare un freno al fenomeno. È bene ricordare che è questo il quadro complessivo in cui si cala il progetto delle cd “bretelle” CIS, che deve – per dirsi realmente sostenibile da tutti i punti di vista – sia considerare le dimensioni effettive dell’abitato da servire e sia considerare che la comunità che interessa ha intrapreso, negli ultimi 15 anni, un processo straordinariamente virtuoso di rivalutazione dell’ambiente rurale; di recupero ad uso agricolo di molti terreni in precedente stato di abbandono; di conversione ad agricoltura naturale degli stessi; di recupero e valorizzazione della biodiversità locale; di apertura di nuove aziende agricole, apistiche e ristorative capaci di trasferire la loro impronta agro-ecologica all’intero territorio; di bonifica costante dei rifiuti in ambiente rurale; di potenziamento dello studio e della valorizzazione e fruizione – anche in chiave accessibile – della rete di tratturi e strade vicinali intorno all’abitato.


UN METODO MANCATO

Quello relativo ai progetti CIS assurge ad emblema di un processo di partecipazione mancato, processo nel quale sia la nostra Associazione che le altre realtà portatrici di interessi diffusi dell’intero e florido Terzo settore della comunità andranese e castiglionese, se interessate precedentemente, avrebbero potuto esprimere adeguatamente pareri, considerazioni ed osservazioni circa i progetti da candidare ai finanziamenti CIS.

A tal proposito, appare utile richiamare il ruolo e l’importanza della partecipazione, anche laddove essa non è prescritta strettamente dalla legge, in quanto dovrebbe ergersi a metodo di una comunità, oltre che di un’amministrazione, attente ai bisogni, ai desideri di tutte e tutti, alle visioni che meritano di essere messe al centro di una progettualità condivisa per il futuro di un territorio estremamente complesso, come quello che abitiamo.


LE OSSERVAZIONI RIASSUNTE IN 10 PUNTI:

1.INTERFERENZE PRIMARIE CON IL BOSCO E IMPATTI DEVASTANTI SUL SUO ECOSISTEMA, INSUPERABILI ALLA LUCE DEL PPTR

La strada, in qualunque dimensione progettata, se continuerà a ricalcare la sezione prevista dal Prg comporterà inevitabilmente il disboscamento di un’ampia sezione dell’unico polmone verde del territorio, il “Boschetto”

2. GLI IMPATTI SULLE COMPONENTI DEI VALORI PERCETTIVI

La non coerenza del progetto con il PPTR, proprio a causa dell’espianto di un’ampia porzione di bosco, emerge anche in merito agli impatti sulle “componenti dei valori percettivi”.

È evidente che il disboscamento di una sezione importante di bosco, con la sua riduzione a brandelli, compromette in maniera irrimediabile l’integrità del peculiare valore paesaggistico dell’area compresa nei coni visuali della S.P.167.

3. CARENZA DI UNO STUDIO SUI FLUSSI DI TRAFFICO E NECESSARIO DECLASSAMENTO DELLA STRADA DA EXTRAURBANA C1 A URBANA CICLABILE E-Bis

Riteniamo sia molto più in linea con gli stessi obiettivi del progetto, con le effettive esigenze della popolazione e con l’ambiente rurale circostante, una strada urbana ciclabile: un esempio reale di mobilità davvero “green”, che vada a migliorare la qualità dell’aria e la sicurezza degli utenti della strada.

4.  APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

L’obiettivo di spostare il flusso dei mezzi pesanti fuori dal centro storico, dunque, si può facilmente raggiungere senza la previsione di una strada extraurbana, ma con una strada urbana ciclabile che, avrebbe anche il merito di fungere da collettore delle arterie urbane già esistenti. Nel dubbio derivante dalla mancanza di uno studio sui flussi di traffico, dunque, deve necessariamente trovare applicazione il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, che com’è noto è tra i più rilevanti e trasversali all’ordinamento giuridico. Per evitare tutto ciò, con la soluzione di “strada urbana ciclabile” che eviti l’attraversamento del bosco, come di seguito spiegato, possono trovare una ricomposizione l’interesse pubblico allo spostamento del flusso dei mezzi pesanti e delle auto ai margini del paese, da un lato, e, dall’altro, gli interessi diffusi al minor consumo di suolo, alla salvaguardia di aree di pregio ambientale, alla salubrità dell’aria e al mantenimento della compenetrazione tra ambiente rurale e abitato.

5. L’ALTERNATIVA PROGETTUALE E LOCALIZZATIVA ESISTE E NON PUO’ NON ESSERE CONSIDERATA

Indipendentemente dalla larghezza della sezione della strada, per non intaccare un’area che, invece, meriterebbe maggiore attenzione e tutela, e per preservare l’integrità del bosco nonché dello storico Tratturo Masseria Monti, sarebbe sufficiente spostare il tracciato un po’ più a nord.


6. PISTA CICLABILE SENZA ALTRO CONSUMO DI SUOLO E COERENTE CON LA “REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA STRADALE PER LA FRUIZIONE CICLOPEDONALE DELLA COSTA OTRANTO SANTA MARIA DI LEUCA"

Così come progettata, la pista ciclopedonale è un controsenso per eccellenza: occorrerebbe ripensare totalmente la pista, prevedendola nel centro abitato, perché diventi un attrattore e non un detrattore del paesaggio.

7. NECESSARIA L’ACQUISIZIONE DELL’INTERO BOSCHETTO AL PATRIMONIO PUBBLICO

Considerando che il boschetto per cui si richiede attenzione, tutela e valorizzazione delle specie arboree, vegetali ed animali ivi esistenti, è di proprietà privata, si suggerisce la sua acquisizione totale e non parziale (limitata all’area interessata dal passaggio dell’arteria) al patrimonio pubblico, perché diventi un bosco didattico ed inclusivo.

8. UN PIANO DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE INADEGUATO

Poco o nulla è detto nelle relazioni di progetto in merito alla compensazione ambientale che l’espianto previsto di una importante sezione di bosco richiederebbe, sacrificio ambientale che, alla luce di tutto quanto argomentato sopra, riteniamo non necessario, gravemente dannoso e assolutamente evitabile.

9. UNA MAGGIORE INTEGRAZIONE CON IL PAESAGGIO RURALE ANCHE CON ULTERIORI ELEMENTI

Si riportano alcuni suggerimenti per agevolare una maggiore integrazione, anche dal punto visivo, dell’opera nel paesaggio rurale che attraversa.

  • Creazione di un cd “bosco lineare” lungo l’arteria, da piantumare al di là della sua delimitazione per ragioni di sicurezza: ciò renderebbe la strada un corridoio alberato.

  • Riproduzione di elementi caratteristici del paesaggio rurale, quali muretti a secco bassi con passaggi per la piccola fauna, staccionate in legno e siepi naturali di piante appartenenti alla macchia mediterranea.

  • Attraversamenti pedonali possibilmente rialzati, ben segnalati e con possibile previsione di accorgimenti per persone con disabilità (es. segnale acustico per segnaletica, segnaletica “parlante”, etc.).

  • Installazione di una torretta di birdwatching in legno, a maggior ragione perché l’area rientra in una zona soggetta a tutela per l’avifauna in quanto corrispondente alla fascia di protezione del vicino Bosco Macchia di Ponente, riconosciuto quale Sic dal Ministero dell’Ambiente.

10.  UN PIANO DI MOBILITA’ LENTA E UN PIANO DI VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO

Da ultimo, si ritiene che la bontà dell’opera nel suo complesso sia tale se, contestualmente alle fasi di approvazione e attuazione del progetto, si intenderanno avviare processi partecipati per addivenire alla definizione e adozione di due importanti strumenti, necessari non solo per completare l’impronta ecologica e sostenibile dell’intera operazione legata alla cd “bretelle” CIS, ma anche per garantire maggiore vivibilità alla comunità locale.

Si tratta, in particolare, del Piano di Mobilità Lenta e del Piano di Valorizzazione del Centro Storico di Castiglione. Il primo, che si suggerisce di valutare a livello di Unione dei Comuni, come fatto, ad esempio, nel vicino Parco dei Paduli, è volto a finalizzare azioni orientate a migliorare il sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali, valorizzando il patrimonio storico-artistico, paesaggistico e culturale esistenti. Il Piano di Valorizzazione del Centro Storico di Castiglione è, inoltre, strumento essenziale per una rivalutazione integrale del cuore storico del paese e del suo complesso architettonico, anche al fine di evitare che avvenga ciò che sta già accadendo in paesi limitrofi e anche nella stessa Castiglione, vale a dire che il centro storico diventi una sequenza di seconde case abitate solo nel periodo estivo da “abitanti provvisori” e resti deserto nel resto dell’anno.


E' possibile scaricare le osservazioni complete e depositate presso il Comune di Andrano, cliccando sul pdf in alto.




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