• Casa delle Agriculture Tullia e Gino

GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ: sabato 22 maggio, ore 18, diretta facebook

Caroselli, Caprifichi, Meloncelle, Pomodori a “Pappacodu”, Sedano di Torrepaduli, Cicoria di Otranto e Tricase: l’agrobiodiversità salentina nella presentazione di “Giacimenti di Biodiversità

Guida tra paesaggi e varietà antiche nei parchi leccesi”

SABATO 22 MAGGIO h 18, DIRETTA FB SULLA PAGINA “LEGGERE TRA DUE MARI”


Materia viva, da maneggiare con cura, perché continuiamo a perderla: la biodiversità salentina sarà la protagonista della Giornata Mondiale a questa dedicata, sabato 22 maggio, con la presentazione di “Giacimenti di Biodiversità- Guida tra paesaggi e varietà antiche nei parchi leccesi”. La guida, prodotta dal Parco Costa Otranto - S.Maria di Leuca e Bosco di Tricase, nasce nell'ambito del Progetto "Biodiversità in rete" finanziato dal MIUR, per valorizzare l'agro-biodiversità custodita nelle aree protette e nei territori limitrofi della provincia di Lecce.

Il volume sarà presentato sabato 22 maggio, alle ore 18, sulla pagina Facebook di “Leggere tra due mari”, progetto che mette in rete biblioteche, associazioni e istituzioni delle due sponde del Salento, ideato da Libera Compagnia di Aradeo e Associazione Amici della Biblioteca di Tuglie, con il sostegno di Fondazione CON IL SUD e Centro per il libro e la lettura.

L’evento online, con un collegamento in diretta dal Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto, è a cura dell’organizzazione di volontariato Casa delle Agriculture Tullia e Gino e del Parco regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, partner di “Leggere tra due mari”. Dopo l’introduzione di Donato Nuzzo, presidente della coop. agricola Casa delle Agriculture, Luigi Coppola, artista e referente per il progetto, coordinerà il dialogo con gli autori della guida, Francesco Minonne, biologo del Parco; Francesca Casaluci, antropologa e coordinatrice di Salento Km0; Maurizio Caputo, medico veterinario ed esperto di biodiversità.



La Puglia – spiegano gli autori – è tra le regioni più ricche di biodiversità: un vero e proprio scrigno di prodotti con forte identità locale, diffusi su tutto il territorio, che delineano un patrimonio genetico da proteggere contro l’erosione che in questi ultimi decenni sta minacciando gravemente la sopravvivenza delle cultivar locali”. Anche per scongiurare che ciò accada, nel 2013 la Regione Puglia ha istituito la figura del contadino “custode”, che conserva in situ le varietà locali, e ha portato avanti programmi integrati. Parlare di biodiversità e tutelarla – dicono gli organizzatori dell’evento – non è solo esercizio di memoria, bensì di resistenza attiva. Biodiversità, agroecologia e transizione ecologica sono concetti che non possono prescindere l’uno dall’altro, altrimenti sono solo slogan”.


Più che un atlante delle varietà locali, la guida offre spunti conoscitivi per ulteriori approfondimenti in tema di conservazione della biodiversità agraria. Per ogni area protetta sono state scelte varietà orticole e fruttifere che possono essere rappresentative sia di entità comuni che di rarità eccezionali di quella zona. Le aree indagate sono: Parco naturale regionale “Bosco e Paludi di Rauccio”, con Lecce e il suo circondario, tra “pera petrucina”, “mugnolo”, “patata zuccherina” e altre varietà; Riserva naturale statale “Le Cesine” e dintorni, con i suoi “lampascioni”, pisello nano, “fava cuccìa”, etc; Parco naturale regionale “Costa Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, Salento orientale forziere di biodiversità (tra gli esempi, la cicoria otrantina e la cicoria bianca di Tricase, il carciofo nero, la cucuzza genovese, la pestanaca di Tiggiano); il Parco Naturale regionale “Litorale di Ugento”, con diverse cultivar come il pomodoro racalino, il cappero di Racale, il sedano di Torrepaduli, il fico “borsamele”, la patata Sieglinde di Galatina, i Caprifichi di Ugento; il Parco “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo” a Gallipoli, con i “pummidori a Pappacocu”, il pomodoro invernale, l’arancia Piattello di Alezio, il pisello riccio di Sannicola, il sorbo domestico, il fico d’india “Gialla o Sulfarina”; il Parco Porto Selvaggio e Palude del Capitano, con il cece di Nardò, la cicoria e la meloncella tonda di Galatina, l’albicocca di Galatone, la limetta acida o veracetto; la Riserva naturale orientata regionale “Palude del Conte e duna costiera-Porto Cesareo”, con il fico “Arneo”, il carosello e il pomodorino di Manduria e il Primitivo.

La guida si chiude con un approfondimento sui “Paesaggi rurali relitti”, che sono i paesaggi agrari più arcaici, ambienti fortemente conservativi in cui si rinvengono ormai poche piante coltivate ma, tra queste, varietà antiche scomparse altrove. Si tratta di giacimenti di biodiversità autentici, come lo sono masserie, terrazzamenti costieri, percorsi dei pascoli, “mantagnate” (luoghi riparati dal vento), il “benificatu” (terreni sassosi concessi ai contadini per la bonifica e in cui si piantava soprattutto il fico), i “curtali” o “ncurtaturi” (piccoli fortini con muri alti, soprattutto nelle aree periurbane).



Info: Tiziana Colluto,

Responsabile comunicazione “Leggere tra due mari”

348/5649772, tizianacolluto@gmail.com

Fb/inst Leggere tra due mari


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